28 mar 2006
16 mar 2006
Io: Ieri sera Sono tornato a quattro zampe. Siamo andati in un locale. Niente di particolare. Donne poche e neanche incredibilmente belle. Alcool troppo. Comunque ieri ero distrutto. Di alcool e di vita. Mi sono ritrovato a festeggiare da solo. Birra. Tequila. Birra. Non serve molto di più. Sono venuto da te per chiederti una cosa. Come devo scegliere?
Ok: Ma come? Come scegliere? Ma hai un cuore? O tutto quello che fai è calcolato? non ti lasci mai andare? Forse perchè tu sei troppo egoista per pensare di dividere quello che hai!
Io: Ma quando ho paura ragiono.
Ok: E questa cosa ti mette paura?
Io: Sì. Paura di perdere. Di perderla.
Ok: Ma è qui che sbagli non devi calcolare nulla! Lasciati andare. Fidati dell' istinto. Basta che non sei misterioso! Perché tu sei misterioso forte! Ma rischia accidenti ti prenderei per il collo se potessi!
Io: eh eh. A recitare sono intrepido. Ma sono storie di altri. A viverle è molto è più difficile. Soprattutto quando di mezzo non c'è solo il pisello, ma anche il cuore
Ok: cosa vuoi che faccia per farti avere fiducia in me?
Io: Io ho fiducia in te.
Ok: Appunto lasciati andare. Non è cosi che dimostri di avere fiducia in me, altrimenti non faresti il misterioso. Non controllare come fai sempre, sciogliti.
Io: Non mi hai rivelato il segreto di come si sceglie
Ok: Non si sceglie, è il cuore che sceglie. L'istinto. Tu ti piloti troppo. Tu calcoli troppo. Tu non sei mai te stesso con tutte queste paranoie che hai.
Io: Il cuore, l'istinto? Non sbagliano mai?
Fai e poi trova il motivo per cui hai fatto?
Scegli qualcosa senza farti troppe domande poi quello che succede giustificherà le tue scelte?
Ok: Sì è cosi, non credere che se scegli calcolando tu non puoi sbagliare!
Io: E tu fai così?
Ok: Io?
Io: tu.
Ok: Le mie esperienze mi dicono che adesso non devi calcolare. Non sarai mai felice se calcoli. Io se mi fossi fatta consigliare dal cuore adesso non stavo qui, forse ero più felice. Invece ho calcolato, non ho seguito il mio istinto, non ti dico altro.
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11 mar 2006
Dalle parti mie si diceva meglio un figlio frocio che laziale...
Dalle parti mie si diceva meglio un figlio frocio che laziale.
Vabbè.
Vi prego di non mandarmi più queste mail di disinformazione, parziale e
inutili.
Grazie.
Non è detto che tutto quello che pensiamo interessi alla gente.
Cmq come studioso della Comunicazione, mi viene spontanea una domanda:
Perché Prodi non sfida Berlusconi senza dover mettere regole? Paura? Paura
che un giornalista possa metterlo in difficoltà? E' più facile ripetere la
lezioncina a memoria?
Vabbè continuate a votare questa gente. Cerchiamo il rilancio in Europa con
uno che l'Unione Europea voleva impiccare.
Non sapete quanto sono contento che vinca la sinistra. Passerò tutto il
giorno a ridere!!!!!!!!!!!!!!!!
Che bello!!!!!
Non possiamo votare prima?
Riparte il grande circo della politica italiana.
E mentre noi siamo qua a chiederci se un transgender (si scrive così?) può
andare in politica. Se la Mussolini è fascista. Se Prodi assomiglia a una
mortadella. Se Berlusconi è alto un metro e venti. Se Rutelli è un piacione.
Se Fassino si vede di profilo. Se Casini
Non lo so, ma questo ormai si
offende da solo. Se Bertinotti spende tutti i suoi soldi in maglioni di
cachemire. Se la barca di DAlema affonderà prima o poi.
Il genio delle politica. Luomo più bello del mondo. Scaltro come uno
struzzo. Esattamente lui. Il buon George Dabliù Bush spende tutti i soldi
dei bambini del terzo mondo per guerre inutili. Gli amici del nord est
producono mine antiuomo e non so che altro
Per cui vi prego piantiamola.
E possibile che nessuno pensa ai bambini? O lunico motivo per pensarci è
stabilire quando posso essere uccisi. Ora e minuto in cui inizi ad essere
vita. Io penso (Non è detto che tutto quello che pensiamo interessi alla
gente) questo: nel dubbio che embrioni e quantaltro siano vita o no, uccidi
tua sorella.
Sono andato di pal in frasca spero, anche se non ve ne frega un cazzo, che
sia chiara la mia posizione.
Massimiliano.
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7 mar 2006
6 mar 2006
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Posted by Anonymous at 3/06/2006 04:40:17 PM
Il Leviatano è il nome di un terribile mostro marino citato nella Bibbia. Il filosofo Thomas Hobbes userà questo nome per dare il titolo a un celebre trattato (Londra 1651) di filosofia politica, in cui viene giustificato lo Stato assoluto. Il potere dello Stato è infatti paragonato alla forza del terribile mostro descritto da Giobbe, ed è necessario per mantenere la pace e la convivenza tra gli uomini.
Ecco là il mare grande, vasto, immenso...
e il mostro che Tu hai creato per scherzar con esso
(Salmi, 103, 25-26)
In quel giorno, con la sua spada dura, grande e forte, il Signore, visiterà Leviathan, il serpente guizzante, Leviathan, il serpente tortuoso, e ucciderà il mostro che è nel mare.(Isaia, 27, 1)
In Giobbe (40, 20-28) Dio si vanta di aver generato questo mostro marino, simbolo della potenza del Creatore.
La mia risposta:
Il Leviatano è un incomprensibile mostro marino. Per questo non può che vivere dentro le acque degli oceani. “Ecco là il mare grande, vasto, immenso...” Spaventoso. Un essere terrificante da cui gli uomini voglio fuggire o uccidere. Colpire. Fare del male. “In quel giorno, con la sua spada dura, grande e forte, il Signore, visiterà Leviathan, il serpente guizzante, Leviathan, il serpente tortuoso, e ucciderà il mostro che è nel mare”. Eppure forse c’è qualcosa di altro. “e il mostro che Tu hai creato per scherzar con esso.”
Ed ecco Giobbe. La parte più bella.
25 Puoi tu pescare il Leviatan con l'amo
e tener ferma la sua lingua con una corda,
26 ficcargli un giunco nelle narici
e forargli la mascella con un uncino?
27 Ti farà forse molte suppliche
e ti rivolgerà dolci parole?
28 Stipulerà forse con te un'alleanza,
perché tu lo prenda come servo per sempre?
29 Scherzerai con lui come un passero,
legandolo per le tue fanciulle?
30 Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca,
se lo divideranno i commercianti?
31 Crivellerai di dardi la sua pelle
e con la fiocina la sua testa?
32 Metti su di lui la mano:
al ricordo della lotta, non riproverai!
Puoi, ma in realtà vuoi, prendere Leviatan? Potrai mai credere che un solo amo ti basterà per pescare costui? Poter fermare la sua lingua (le sue parole?)? Pensi che potrai ostacolarlo in qualsiasi modo? Lo credi veramente? Pensi realmente che sceglierà di essere benevolo, in pace con te e con il mondo? Che si renderà servo? Pensi che rinuncerà alla sua libertà per te? Che sarà poco più di un oggetto che tu venderai ai mercanti? Cercherai di ucciderlo con le tu semplici armi? Provaci figlio mio e vedrai che non avrai il coraggio di rifarlo.
Il creatore spiega la sua ala anche sulla più ripugnante, spaventosa delle sue creature. La rende bellissima. Padrone dei mari. Affascinante. Forse il Levitano è solitario. Forse la sua forza è inaudita. Ma non la userà contro di te, come tu non oserai stendere la tua mano contro di lui.
E ancora Giobbe nel capitolo 3.
7 Ecco, quella notte sia lugubre
e non entri giubilo in essa.
8 La maledicano quelli che imprecano al giorno,
che sono pronti a evocare Leviatan.
9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo,
speri la luce e non venga;
non veda schiudersi le palpebre dell'aurora…
Forse il leviatano è una figura oscura. O forse, per qualche motivo incomprensibile porta il buio dentro di sé. Forse vive solo di notte. O forse nella notte il mare fa meno paura.
E poi il salmo 73
13 Tu con potenza hai diviso il mare,
hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque.
14 Al Leviatàn hai spezzato la testa,
lo hai dato in pasto ai mostri marini.
15 Fonti e torrenti tu hai fatto scaturire,
hai inaridito fiumi perenni.
Solo Dio può decidere della vita. Anche se si tratta di un mostro. Solo Dio può spaccargli la testa e darlo in pasto ai mostri del mare.
Infine 103.
25 Ecco il mare spazioso e vasto:
lì guizzano senza numero
animali piccoli e grandi.
26 Lo solcano le navi,
il Leviatàn che hai plasmato
perché in esso si diverta.
27 Tutti da te aspettano
che tu dia loro il cibo in tempo opportuno.
Forse fa paura il Leviatano eppure vive solo di provvidenza. Ama il mare e si diverte in esso. Vive perché Dio glielo permette e vivrà finche il suo creatore lo desidera.
E poi così tanto diverso da me?
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5 mar 2006
4 mar 2006
28 feb 2006
L'Aiuola - Gianluca Grignani
Ti rasero’ l’aiuola quando ritorni da scuola ok, ti voglio bene ma molla le tue amiche sceme e amore e’ come anarchia e dillo alla polizia va be sara’ un difetto ma per favore andiamo a letto perche’a volte la felicita’ ti sfiora appena e poi se ne va ti dice scusa, ciao, passavo di qua come una donna che non ci sta eppure a me non mi va, non va, sai di starmene qua qua sospeso a meta’ no non mi vai bene e goder non conviene e mi tieni in catene no non mi va se cade un pelo crolla il cielo non mi va, non mi va la notte poi vado in giro come se fossi un vampiro che sono in cerca d’amore per colpa io del tuo onore e le signore piu’ belle mi danno le caramelle e tu che mi dici aspetta che vado troppo di fretta perche’a volte la felicita’ ti sfiora appena e poi se ne va ti dice scusa ciao passavo di qua come una donna che non ci sta’ eppure a me non mi va non va sai di starmene qua qua sospeso a meta’ no non mi vai bene e goder non conviene e mi tieni in catene no, non mi va e se cade un pelo crolla il cielo non mi va, non mi va eppure a me non mi va non va, sai di starmene qua qua sospeso a meta’ non mi vai bene e goder non conviene e mi tieni in catene no non mi va che se cade un pelo crolla il cielo non mi va no
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27 feb 2006
io ti guarderò illuminata con il neon delle vetrine poi ti nutrirò di coca- cola e di popcorn dentro ad un cine ti racconterò le mie bugie sul mondo e quelle sulla gente poi ti bacerò con tutto quanto in fiamme con le luci spente e faremo l'amore sulle foglie e sui prati sul denaro e nel fuoco dentro ai posti proibiti fino al cuore del mondo come due innamorati come due innamorati senza niente da fare che non hanno nient'altro che "una storia d'amore" io ti curerò perchè tu c'hai bisogno di ridere di gusto e ti ringrazierò quando usciremo presto da un locale "giusto" guarderò da giù il grattacielo dei tuoi tacchi mozzafiato e ti domanderai se anche stavolta sono io quello sbagliato e faremo l'amore dentro ad un temporale tra le luci del centro tra le statue di sale con il cuore impazzito come due innamorati come due innamorati senza niente da fare che non hanno nient'altro che "una storia d'amore" una storia d'amore una storia d'amore una storia d'amore una storia d'amore una storia d'amore una storia d'amore
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Mentre io continuo a guardati le spalle.
Padova è immersa nel grigio totale. Palazzi. Persone. Tutto grigio.
Io fatico ad avere un pensiero qualsiasi. Allora dolce soluzione.
Dormo un po’ qua e un po’ là
Mangio un po’ qua e un po’ là.
Orecchiette alla cime di rapa. Radicchio trevigiano. Pasta al sugo.
Il mio povero intestino ne risente malamente, urlando le sue proteste.
Rispondo alle sei del mattino a un sms maldiviano.
Difficile sintetizzare tutto.
Chiacchiere notturne.
Una mia ennesima preghiera che sale a Dio.
Silenzi.
Pranzi.
Cene.
Ed arriva ancora la notte.
Lascio un po’ d’anima e me ne vado.
Mentre io continuo a pensarti di spalle.
Rosa Maria con il pancione.
Lorenzo.
Palma e Carla.
Betta mi racconta.
Maria mi chiede.
“Sono le due di notte. Ho mal di pancia, vado a cagare”.
Messa. Prete.
Gesù è lo sposo.
“Scrivi di me!”
Ma come faccio?
L’omino FS da dietro un vetro: “Roma? 15:04. Niente. 17:04. Niente.”
Due ragazzi mi vendono un biglietto del treno.
E torno a Roma.
Alla fine solo la Provvidenza mi riporta a casa.
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22 feb 2006
21 feb 2006
vecchie che ballano nelle chadillac
muscoli d'oro, corone d'alloro
canzoni d'amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi
RIT:
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare
mi fido di te {x4}
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell'amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l'affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno
RIT
mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te {x2}
io mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
rabbia stupore la parte l'attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un'esercitazione
forza e coraggio
la sete il miraggio
la luna nell'altra metà
lupi in agguato il peggio è passato
RIT
mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te
mi fido di te {x3}
cosa sei disposto a perdere
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6 feb 2006
Appunti di viaggio.
Neve. Finalmente neve. Silenzio dentro lo scompartimento del treno. Ancora una volta in viaggio. Ancora una volta in fuga. Mi siedo nel mio posto senza pensare e fare niente. "Ma Gloria non vuole mai fare niente!!!!!!!!!!"
I pensieri volano veloci rimbalzando come una pallina da tennis. Roma. Trieste. Padova giù fino in Calabria e poi di nuovo su a Milano. Per ogni posto una persona, per poi essere ancora solo in un viaggio lunghissimo in fuga. "Ma Gloria viene a cena?"
Fuggire sempre dalle stesse banalissime cose, persone, eventi, luoghi. Così banali che ormai mi sembra quasi stupido continuare ad indugiarci. "Ma allora vuole venire o no a cena?"
Gloria è bionda, alta. Non so dirvi di dove, ma non credo che sia del sud. Nord. Nord-est. Boh!!! Lascia che tutto le scivoli lentamente sulla pelle. Pelle che copre stratificando incomprensibili firme. Psicologa in erba e con un anello al dito che parla solo di una promessa e non di una realtà.
Gloria ha preso il posto di una signora anziana. Capello bianco ed appena scappata da un uomo che voleva farla sua per l'ennesima volta. La signora anziana ha preso il posto di un operaio rumeno. Zigomi spigolosi. Guance incavate. Mani rovinate e corporatura da ciclista pre-guerra mondiale.
Prendere il posto. C'è sempre qualcosa che prende il posto di qualcos'altro. Un pensiero. Un chiodo. Una donna. Un treno. Un silenzio. E poi io m'innamoro ancora del ticchettio delle mie mani che corrono veloci sulla tastiera. M'innamoro di quella sensazione che mi scivola dentro quando mi viene un'idea. Mi innamoro del mio scrivere che è solo nel silenzio di un'altra fuga.
Roma. Orvieto. Firenze. Prato. Ora. 18:45. Poi Bologna. Padova. Trieste.
Un viso orientale riflesso nel finestrino. Sono appena sveglio. Non so, forse a Rovigo o a Ferrara, è salita una ragazza asiatica. Molto più giovane di me. Molto più carina di me. Già dorme. Non ho avuto neanche il tempo di accorgermi che è salita che già dorme nascosta in un giaccone troppo grande per lei, con delle cuffie altrettanto enormi nelle orecchie.
Io sono perso nei miei pensieri onirici che seguono il solco segnato dalla musica che martella i miei timpani. Vecchia abitudine di tenere sempre il volume al massimo delle sue possibilità. Pensieri che mi portano dalla città che sto lasciando verso Roma.
"Sei fiero di me?" " Certo che sono fiero di te!" Parole che ho ripetuto anche troppo spesso. Ma poi chi ha voglia di essere fiero di qualcun'altro?
Soprattutto quando stai tornando a casa dall'ennesima fuga?
Fuga parola di cui troppo spesso abuso il significato.
"Vieni da me e fammi sentire che sono solo mie piccole paure."
Fuga. Perché poi il senso è quello di prendere tutto e andar via lontano, per il principio che i pensieri fanno fatica a venirti dietro poiché non sono abili camminatori, almeno molto meno di quanto siano scavatori di cervelli umani.
Il sole si riflette sul viso della ragazza che dorme davanti a me, lasciandomi nel buio dell'ombra. Facendomi venire voglia di scattare una fotografia, di dipingere un quadro, di innamorarmi ancora una volta. Lasciare che il mio stomaco devastato dagli acidi abbia un attimo di tregua. Lasciare che il vuoto prenda senso. Stare per un'ora a guardare una sconosciuta e far finta che sia la mia fidanzata. Immaginarci insieme al cinema mano nella mano e la sua testa poggiata sul finestrino, poggiata, invece, sulla mia spalla.
Lasciare che la fantasia prosegua il suo percorso senza ostacolarla, lasciandola andare fino a casa. Fino ad un letto ancora sfatto dalla mia partenza, un bicchiere di vino fresco. Fino al suo viso adorante mentre entro nella stanza. Nuda sul letto. la guardo con la testa di tre quarti dopo tutto nel mio sogno ad occhi aperti la amo come fosse da sempre la mia fidanzata.
Poi pensieri scappano via di nuovo. Il letto sfatto. Casa. Il bisogno di silenzio e solitudine, dopo le serate passate in piazza a bere sprizt. Dopo aver cambiato un letto al giorno, dopo aver mangiato piatti tipici e piatti mondialmente riconosciuti.
Tornare è tirare le fila: Dei libri che ho portato non ho letto una pagina. Parole scritte, poche. Marta mi manca ancora un casino. Soldi nel cellulare finiti. Visi, posti e appunti mnemonici troppi, come al solito. Momenti da solo a lasciar scorrere il tempo, almeno sette di cui due memorabili.
Adesso dovrei spingermi indietro al momento in cui Marta mi lascia, ai giorni nel nord Italia che mi hanno portato a scrivere ora su questo treno. Dovrei parlarvi di tutto questo.
Invece per prima cosa una domanda: perché le donne hanno il viso triste e disperato? Non sto dicendo che tutte le donne lo hanno. Sarei un pazzo. Ma molte sì. Troppe. Cercano in tutti i modi, con i loro vestiti goffi, di nascondere la loro bellezza e guardano fuori dal finestrino co la tristezza di racconti e poesie di altri tempi.
Marta, come spero sia chiaro dalle mie parole precedenti, è scappata via. Ha preso le sue cose intellettuali e sentimentali e se ne andata. Eppure mentre cercava la sua libertà e "felicità" aveva il volto colmo della tristezza delle donne. Quella che tenta di nascondere il fatto che ti stanno calpestando le aiuole per l'ennesima volta, ma questa volta non con la meticolosa attenzione del tempo, distruggendo solo i fiori che ti stanno più a cuore. Questa volta con la furia con cui romani radono al suolo Cartagine e spargono sale per impedire anche al più innocuo filo d'erba di crescere e farsi di nuovo spazio.
Guardare la vita e sentirsi in difetto. Arrivare a Firenze S.M.N. Firenze "Se Mo' Nevica."
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20 gen 2006
Io ti cercherò
Come è strano incontrarti di sera in mezzo alla gente salutarci come due vecchi amici Ehi ciao come stai quando un giorno di notte m'hai detto "non ti lascerò mai" quando un giorno di notte t'ho detto "non ti lascerò mai"; E adesso siamo occhi negli occhi e non serve a niente parlare ho la mappa di tutti i tuoi nei la potrei disegnare nei tuoi occhi ritrovo i miei giorni di qualche anno fa le domeniche senza far niente e voglia di sincerità, parliamo un po' raccontami quello che fai sei la stessa che un giorno m'ha detto "non ti lascerò mai" quando un giorno di notte m'hai detto "non ti lascerò mai" quando un giorno di notte t'ho detto "non ti lascerò mai" ; Io ti cercherò negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò e dentro quegli sguardi mi ricorderò di noi chissà se si chiamava amore. Nei tuoi occhi mi ritrovo nell'attimo prima in cui sto per baciarti l'universo si ferma un'istante perché vuole ammirarti tutto il resto mi passa alle mani come la sabbia del mare resta solo un diamante che brilla e che continua a brillare ogni volta che mi torni in mente continua a brillare in un angolo della mia mente ti continuo ad amare.
Io ti cercherò negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò e dentro quegli sguardi mi ricorderò di noi chissà se si chiamava amore
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Vieni da me
Le distanze ci informano che siamo fragili
E guardando le foto ti ricorderai
Quei giorni di quiete sapendo che te ne andrai
E io, avendo paura, non ti cercherò più
Più…
Vieni da me
Abbracciami e fammi sentire che
Sono solo mie piccole paure
Vieni da me
Per vivere ancora quei giorni di incantevole poesia
E ridere… di questa poesia…
I veli trasformano intere identità ma
È guardando le stelle che m’innamorerò
Di tutte le cose più belle che ci son già
Ma che fanno paura perché siamo fragili
Fragili…
Vieni da me
Abbracciami e fammi sentire che
Sono solo mie piccole paure
Vieni da me
Per vivere ancora quei giorni di incantevole poesia
E ridere di questi giorni
Dove tutto ciò e stato solo pura
Poesia... e ridere...
Vieni da me
Abbracciami e fammi sentire che
Sono solo mie piccole paure
Vieni da me
Per vivere ancora quei giorni di incantevole poesia
E ridere di questi giorni
Dove tutto ciò e stato solo pura poesia
Dove tutto ciò e stato solo pura
Poesia… e ridere… di questa poesia
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18 gen 2006
Non c’era vento e il sole stava scendendo lentamente per lasciar spazio ad un’altra gelida notte. I tergicristalli fischiavano lenti sul vetro. Matteo aveva ancora indosso gli occhiali da sole. Vecchia abitudine che aveva preso guidando il suo motorino. Lasciava che la macchina scorresse lentamente sull’asfalto. Non aveva niente da fare se non pensare e ripensare. “Piove. Ti serve un passaggio?” “No. Grazie.” Quel sorriso maledetto che fanno sempre le donne in queste occasioni. Quel sorriso che vuol dire: “anche se ti ho voluto bene, adesso non puoi rompere”.
Non c’era vento e il sole se ne andava. Arrivava il freddo. Matteo immaginava l’acqua calda della vasca che lo aspettava per accoglierlo stanco. I muscoli indolenziti per la partita a calcio della sera prima. Non vedeva l’ora di lasciar scaldare il suo corpo e perdersi in una lettura. Ormai si era convinto che una storia già scritta avesse un finale certo e non libero di andare.
Quel giorno la rivedeva dopo una settimana. Inutile che vi dica cosa aveva provato. Il cuore è il primo che esplode e batte veloce come la luce. Poi il cervello prova a far ritrovare razionalità a tutto il complesso, ma senza risultato. Anche perché gli occhi iniziano ad esplorare il suo corpo. Come ci fosse un sottile legame tra la rotondità del suo sedere e la dolcezza dei suoi baci. Un fiume di pensieri fluiva nella sua testa. Un fiume di ricordi. “Stringimi.” Ancora una volta l’avrebbe stretta nella sua fantasia. Nei suoi pensieri.
Le foglie degli alberi immobili. Non c’era vento e ormai il sole era svanito completamente rifiutandosi di lasciare dietro di sé una traccia rossa. La strada si distendeva infinita davanti alle ruote di Matteo, che le permetteva di scorrere sotto la sua macchina. Sembrava conoscere a memoria non solo le svolte, ma anche i movimenti delle altre macchine. A guardalo qualcuno avrebbe potuto credere che poteva muoversi per quelle strade guardando fuori dal finestrino. Come faceva di tanto in tanto. Si voltava prima a sinistra per guardare le ragazze sul marciapiede e cercare di vederla. Poi a destra per vederla seduta vicino a lui. Ma era ancora solo nella macchina e le strade erano vuote.
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6 gen 2006
Novità
Trovate due testi. Un nuovo e uno vecchio, ma che era rimasto segreto. Io ho sempre avuto una convinzione che scrivere non è altro che una forma di manifestazione di dolore. Adesso non so spiegare quello che ho dentro di me. Perché dolore e sofferenza mi sembrano parole che descrivono mondi troppo lontani dalla mia realtà. Però, come ho messo nel nick di Msn, sto una chiavica.
Massimiliano.
P.S.: Sotto ci sono due cosette nuove. (Ho tre racconti nel cassetto, ma sono pronti per partire per qualche concorso).
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23:26
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È un problema di sfumature.
È un problema di sfumature. Diciannove minuti. Aventino, San Saba. Fiumicino aeroporto, Leonardo da Vinci. La sensazione della notte che ti corre vicino. Grazie a Dio ci sono i semafori. Il motore respira. Io respiro. Poi mi volto, la guardo raggomitolata sul sedile e mi viene da sorridere. Il limite sono le nove e mezza. Ho lasciato San Saba alle 21:07. Guardo l’orologio. Troppa strada. Troppo poco tempo. Non ho il coraggio di accendere lo stereo. Il sottile rombo del motore moderno. Il sottile brusio della mia concentrazione. Il sottile borbottio contro i romani che guidano con i tempi sbagliati.
Freno all’improvviso. Una Ka mi taglia la strada. “È colpa sua che non sa quello che fa.” Rispondo: “è colpa sua che è uno stronzo”. Ora ho abbandonato l’intrigo dell’Aventino per lasciar correre il mio proiettile grigio attraverso le strade a scorrimento veloce. E anche i miei pensieri vanno a scorrimento veloce. Come nei film. Fotogrammi. Sensazioni più che immagini. La mia mano che stringe la sua. Il suo odore. Le sue parole. La cadenza di quell’isola bella, ma lontana.
Freno. Accelero. Prima. Seconda. Terza. Quarta. Quinta. 150. Le avevo detto di tapparsi gli occhi. Ma guarda il contachilometri. Servosterzo. Servofreno. Compagni di avventura. Le lancette. Posso vedere il suo viso riflesso nel vetro, quando mi volto per vedere che c’è a destra. Butto la macchina dentro con prepotenza. “Certo che si può sorpassare a destra.”
Adesso è difficile da spiegare. Pensate a me. Avevo immaginato mille volte quel saluto all’aeroporto. Sapevo perfettamente che sarebbe stato un bacio lungo sulla guancia. Lungo anche troppo. Sapevo che l’avrei guardata andare via attraverso i vetri, ma non sapevo che ci sei sarei arrivato a 170. Con la machina sempre sopra i cento. Anche nel tratto dove devi scegliere. Arrivi o Partenze. Nazionali o Internazionali. Magari intercontinentali. Avrei voluto fare un discorso. Non con qualcosa di particolare da dire, ma magari per sembrare brillante. Divertente. Quei discorsi che quando vedi Roma dall’oblò dell’aereo ci ripensi e ridi. E il passeggero vicino ti sorride. Magari è una signora. Sessantenne e sa perfettamente quello che stai provando dentro. Lei lo prova tutti i giorni mentre lo sente cantare in bagno. Quella stupida canzone. Da quarant’anni. Sempre la stessa.
Sempre la stessa. Il punto è questo. Quando qualcosa è sempre lo stesso ed è sempre stupendo. Raggomitolata sul sedile delle mia macchina. Seduti su un marciapiede, nascosta dentro di me. A piazza della Pilotta. Sul corso. Al Quirinale. Al Campidoglio. Sempre. A capodanno. A Seiano. A Frascati. A Roma. Su quella stupenda terrazza siciliana. Nel buio. Quando una mente sana avrebbe detto è ora che ci provo. Ma una mente malata come la mia, anche se obnubilata dall’alcol, rimane là a guardarla e a pensare: “Quanto è bella!!!”
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Unknown
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quote Msn
Massimiliano- Sto una chiavica scrive:
Sai che sono combattuto
Vorrei che tutto quello che è mio vada a Marta
però so che non è giusto
Difficile è rispettare gli altri
Difficile è sparire
Vorrei essere tutto
e devo scegliere di essere niente.
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Unknown
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22 dic 2005
Novità sezione foto!!!!!
Ho messo in ordine il sito che presentava alcuni problemi di visualizzazione.
Ci sono nuove foto!!!!!
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Unknown
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